Più che un vino… Storia

Cordovado

Cordovado è un comune del Friuli Venezia Giulia situato in provincia di Pordenone che conta quasi 3.000 abitanti. Si tratta di uno splendido luogo pieno di storia e di arte tutto da scoprire.

Curiosità su Cordovado

Sebbene la prima notizia ufficiale su Cordovado risalga al 1186, alle origini si trattava di un castrum romano.

Nel 2004, questo piccolo gioiello medievale è stato riconosciuto come uno dei Borghi più Belli d’Italia.

La sua notorietà non è dovuta solo alla storia, che si può respirare camminando tra le sue vie, ma anche alla letteratura: a Cordovado, infatti, Ippolito Nievo trovò ispirazione per il suo romanzo “Le confessioni di un italiano”.

Il Castello di Cordovado

La cittadina di Cordovado è molto conosciuta anche per il suo castello, che risale al XIII secolo: si tratta di una fortezza medievale, poi ampliata e ristrutturata durante le epoche successive.

Oggi, del castello è possibile ammirare, in particolare, l’ambito esterno costituito dalla cinta muraria di cui fanno parte anche le due caratteristiche torri portaie.

Il Castello di Cordovado è il luogo ideale per ospitare cerimonie, feste, eventi culturali e concerti, ma è anche aperto al pubblico: la Villa e il Parco sono visitabili il sabato pomeriggio e la domenica nelle giornate “Castelli aperti”, che si tengono il primo weekend dei mesi di aprile e ottobre. Sono, inoltre, possibili visite guidate per gruppi su prenotazione ed è, ormai, famosa la Festa delle Rose, che si ripete ogni due anni la terza settimana di maggio.

Il Santuario della Madonna delle Grazie

Un altro punto di interesse situato in quest’area è il Santuario della Madonna delle Grazie, importante luogo di culto per la comunità di Cordovado (tanto che, tra gli eventi più importanti del paese, c’è la Festa della Madonna delle Grazie, che attira fedeli da tutta la regione).

Costruito nel XVII secolo in una zona del paese che, in passato, ospitava un’altra chiesa, oltre ad essere il più antico Santuario mariano della diocesi è un ottimo esempio di barocco veneto, con la particolare pianta ottagonale.

L’esterno, maestoso ma semplice, è controbilanciato dalla ricchezza dell’interno, in stile barocco. Il santuario è, infatti, ornato da stucchi, bassorilievi, statue, tele e affreschi che creano un gioco di luci e colori unico. Il soffitto risulta intagliato da Gerolamo Venturini e figli, le statue in stucco rappresentano gli evangelisti e il tamburo è affrescato con 16 storie della vita della Vergine. Tra gli artisti più importanti che lavorarono al Santuario ci sono Antonio Carneo, Baldassar d’Anna e Giuseppe Moretto. Si trovano, inoltre, statue di Andrea dell’Aquila e, nel presbiterio, opere di Filippo Zaniberti, Baldassar d’Anna, Giacomo Apollonio, mentre l’altare maggiore di marmo è di Giovanni Grassi. L’icona della Madonna dell’altare, proveniente dal capitello dell’apparizione, è stata prudentemente attribuita al Bellunello.

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