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	<title>Consorzio DOC Friuli</title>
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	<title>Consorzio DOC Friuli</title>
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		<title>Filon</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/filon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Filon è uno dei salumi più caratteristici delle Valli del Pordenonese. Un salume magro, profumato e dal gusto delicato ma deciso, perfetto da gustare sia come antipasto che all'interno di un tagliere di salumi tipici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1><b> Filon </b></h1>
<p>Il Filon è uno dei salumi più caratteristici delle Valli del Pordenonese. Realizzato con la lombata di maiale, rappresenta una lavorazione tramandata nel tempo, che unisce materie prime selezionate, una concia semplice a base di sale, pepe ed erbe aromatiche e una lenta affumicatura con legno di faggio e rami di ginepro. Il risultato è un salume magro, profumato e dal gusto delicato ma deciso, perfetto da gustare sia come antipasto che all&#8217;interno di un tagliere di salumi tipici.</p>
<p>Ecco la ricetta per la sua produzione!</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>-1 lombata di maiale disossata e rifilata<br />&#8211; sale<br />&#8211; pepe nero<br />&#8211; erbe aromatiche (a piacere)<br />&#8211; legno di faggio per l&#8217;affumicatura<br />&#8211; rami di ginepro</p>
<p><strong>Ricetta</strong></p>
<p>1) Disossare e rifilare la lombata di maiale fino a ottenere un filone di carne magra.<br />2) Massaggiare accuratamente la carne con una concia composta da sale, pepe ed erbe aromatiche.<br />3) Lasciare riposare il Filon in un ambiente fresco per circa 24 ore, così da permettere al sale di penetrare uniformemente.<br />4) Eliminare il sale in eccesso e appendere la carne nell&#8217;affumicatoio.<br />5) Affumicare per 3-4 giorni utilizzando prevalentemente legno di faggio, aggiungendo rami di ginepro per donare il caratteristico aroma.<br />6) Al termine dell&#8217;affumicatura, il Filon è pronto per essere conservato e consumato, affettato sottilmente per esaltarne il sapore e il profumo.<br />Ora siete finalmente pronti per gustare questo salume, perfetto se accompagnato da un ottimo calice di DOC Friuli!</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Orrido dello Slizza</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/orrido-dello-slizza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi minuti da Tarvisio si trova un luogo capace di sorprendere anche gli escursionisti più esperti: stiamo parlando dell’Orrido dello Slizza, una gola scavata nel corso dei millenni dall’omonimo fiume.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Più che un vino&#8230; Natura</h6>
<h1>Orrido dello Slizza</h1>
<p>A pochi minuti da Tarvisio si trova un luogo capace di sorprendere anche gli escursionisti più esperti: stiamo parlando dell’Orrido dello Slizza, una gola scavata nel corso dei millenni dall’omonimo fiume. Il corso d’acqua, modellando la roccia, dà vita a un ambiente selvaggio e affascinante, immerso in boschi ricchi di biodiversità.<br />
La gola possiede un percorso escursionistico dedicato, dove si incontrano scorci suggestivi: piccole spiagge di ciottoli levigati e colorati si alternano a profonde pozze dalle tonalità smeraldo, creando contrasti cromatici di grande impatto.<br />
Uno degli aspetti più affascinanti del percorso escursionistico è la presenza di passerelle e gallerie sospese lungo la gola. Queste strutture permettono di osservare il canyon da prospettive uniche, spesso a picco sull’acqua. Il percorso è ben attrezzato e sicuro, ideale anche per chi cerca un’escursione breve ma ricca di suggestioni.<br />
Il sentiero si sviluppa lungo un percorso ad anello di circa un’ora, perfetto per una mezza giornata all’aria aperta. Non richiede attrezzature particolari: bastano scarpe da trekking con buona aderenza e un minimo di attenzione nei tratti più ripidi o con gradoni.</p>
<p>Per arrivare al percorso escursionistico da Tarvisio si deve percorrere la strada statale in direzione Fusine in Valromana. Poco dopo, si imbocca sulla sinistra la deviazione per località Boscoverde lungo Via Bamberga. Qui è possibile parcheggiare vicino alla pista ciclabile. Dal parcheggio si prosegue a piedi verso sinistra, passando accanto a un’abitazione privata, e si percorre una breve strada sterrata che conduce in pochi minuti al monumento al soldato austro-ungarico che segna l’inizio del percorso stesso.<br />
Dal monumento, il sentiero scende verso il torrente con alcuni tratti ripidi, caratterizzati da tornanti e gradoni. Una volta raggiunto il fondo della gola, si segue il corso del torrente verso sinistra, entrando nella parte più spettacolare del percorso.<br />
Qui si attraversano passerelle e gallerie scavate nella roccia, con viste mozzafiato sull’orrido. Il sentiero prosegue poi in salita fino a raggiungere un ex ponte ferroviario, testimonianza del passato della zona. Da questo punto si svolta a destra lungo la ciclovia, che in breve tempo riporta al punto di partenza, chiudendo così l’anello.</p>
<p>Un luogo magico per un’escursione unica. Se per caso vi trovaste in questa meraviglia naturale non vi dimenticate di omaggiarla come si deve: brindando con un ottimo calice di DOC Friuli!</p>
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		<title>Cicines</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/cicines/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I “cicines” (o ciccioli, detti anche “fricis” in friulano) sono un’antica preparazione contadina ottenuta dal lardo della parte dorsale del maiale. Dopo una lunga cottura e una forte pressatura, diventano gustosi bocconcini croccanti, perfetti da gustare caldi o come base per altre preparazioni rustiche.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1><b>Cicines</b></h1>
<p>I “cicines” (o ciccioli, detti anche “fricis” in friulano) sono un’antica preparazione contadina ottenuta dal lardo della parte dorsale del maiale. Dopo una lunga cottura e una forte pressatura, diventano gustosi bocconcini croccanti, perfetti da gustare caldi o come base per altre preparazioni rustiche.</p>
<p>Eccovi una ricetta semplice per farli a casa:</p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>&#8211; 1 kg di lardo di maiale (parte dorsale)<br />
&#8211; 1 bicchiere d’acqua<br />
&#8211; sale q.b.<br />
&#8211; facoltativo: una mela oppure una cipolla oppure un rametto di rosmarino</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>1) Rifilare il lardo eliminando le parti troppo molli, poi tagliarlo a cubi di circa 5–6 cm.<br />
2) Mettere i pezzi in una caldaia (tradizionalmente in rame) con un po’ d’acqua.<br />
3) Cuocere a fuoco basso per 4-5 ore, mescolando ogni tanto, finché i pezzi diventano dorati e rilasciano il grasso.<br />
4) Durante la cottura aggiungere una mela, una cipolla o del rosmarino per aromatizzare.<br />
5) Una volta pronti, scolarli dal grasso (che può essere conservato come strutto).<br />
6) Trasferire ancora bollenti in un telo e strizzarli con un torchio (o uno schiacciapatate) per eliminare il grasso in eccesso.<br />
7) Servire caldi con una spolverata di sale.</p>
<p>Appena fatti sono morbidi dentro e croccanti fuori: ideali come stuzzichino, oppure da usare per arricchire impasti rustici come pane e focacce, perfetti se abbinati ad un aperitivo con un calice di Refosco dal peduncolo rosso DOC Friuli!</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Strucchi fritti</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/strucchi-fritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli strucchi fritti sono un dolce tipico della tradizione delle Valli del Natisone, in Friuli Venezia Giulia. Preparati da generazioni nelle case del territorio, questi piccoli dolci di pasta frolla hanno un ripieno ricco e profumato. Vediamo insieme come si prepara questa delizia regionale!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1><b>Strucchi fritti </b></h1>
<p>Gli strucchi fritti sono un dolce tipico della tradizione delle Valli del Natisone, in Friuli Venezia Giulia. Preparati da generazioni nelle case del territorio, questi piccoli dolci di pasta frolla hanno un ripieno ricco e profumato. Vediamo insieme come si prepara questa delizia regionale!</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ingredienti</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per l’impasto:</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">-500 g di farina<br />
-200 g di zucchero<br />
-100 g di burro<br />
-3 uova<br />
-50 g di latte<br />
-1 bustina di lievito per dolci<br />
-scorza grattugiata di 1 limone<br />
-1 pizzico di sale</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per il ripieno:</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">-uvetta<br />
-noci<br />
-pinoli<br />
-zucchero semolato<br />
-grappa<br />
-scorza di limone</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per la frittura:</strong><br />
-olio per friggere<br />
-zucchero a velo (facoltativo)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Procedimento</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">1)    Lavorare il burro con lo zucchero e un pizzico di sale fino a ottenere un composto cremoso. Unire le uova, la scorza di limone grattugiata e il latte.</p>
<p style="font-weight: 400;">2)    Incorporare la farina setacciata con il lievito per dolci e impastare fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per circa un’ora.</p>
<p style="font-weight: 400;">3)    Mescolare uvetta, noci tritate, pinoli, zucchero, un goccio di grappa e scorza di limone fino a ottenere un composto profumato.</p>
<p style="font-weight: 400;">4)    Stendere l’impasto in una sfoglia sottile. Disporre il ripieno formando delle piccole palline, coprire con un’altra sfoglia di impasto e spennellare i bordi con albume d’uovo per farli aderire bene. Tagliare gli strucchi con una rotellina.</p>
<p style="font-weight: 400;">5)    Friggere gli strucchi in olio caldo fino a doratura. Scolarli su carta assorbente e, se si desidera, spolverarli con zucchero a velo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Croccanti fuori e morbidi all’interno, gli strucchi fritti sprigionano tutto il profumo della tradizione friulana e sono perfetti in abbinamento con un ottimo calice di Verduzzo Friulano DOC Friuli!</p>
</div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Spalla cotta di Carnia affumicata</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/spalla-cotta-di-carnia-affumicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spalla cotta di Carnia affumicata è una specialità riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), tipica dell’Alta Valle del But, nei comuni di Treppo Carnico, Ligosullo e Paluzza.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1>Spalla cotta di Carnia affumicata</h1>
<p>La spalla cotta di Carnia affumicata è una specialità riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), tipica dell’Alta Valle del But, nei comuni di Treppo Carnico, Ligosullo e Paluzza. Si ottiene da una spalla di suino disossata con cotenna, di peso compreso tra 1.500 e 2.500 grammi.<br />
La sua lavorazione segue un metodo tramandato nel tempo, basato su salatura, salamoia, affumicatura e cottura a vapore. Il fumo, elemento centrale della salumeria carnica, conferisce al prodotto il suo carattere inconfondibile, mentre la cottura finale rende la carne morbida e pronta al consumo.</p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>Spalla di suino disossata con cotenna (1,5-2,5 kg)</li>
<li>Sale</li>
<li>Pepe nero</li>
<li>Aglio</li>
<li>Bacche di ginepro</li>
</ul>
<p>Per la salamoia</p>
<ul>
<li>Acqua</li>
<li>Sale (2 kg ogni 100 litri di acqua)</li>
<li>Zucchero (2 kg ogni 100 litri di acqua)</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>1) Dopo aver disossato e rifilato la spalla, massaggiala con il sale e con gli aromi: pepe, aglio e bacche di ginepro leggermente schiacciate. Lasciala riposare in ambiente fresco per 3 giorni, girandola ogni tanto per distribuire uniformemente il condimento.<br />
2) Prepara la salamoia sciogliendo il sale e lo zucchero nell’acqua. Immergi completamente la spalla e lasciala in salamoia per un periodo compreso tra 15 e 20 giorni, in base alla sua dimensione.<br />
3) Trascorso il tempo in salamoia, metti la spalla in acqua corrente per 8-10 ore. Questo passaggio serve a eliminare l’eccesso di sale e a rendere il gusto più equilibrato.<br />
4) Appendi la spalla in un luogo fresco e ben ventilato e lasciala asciugare per 2-3 giorni, fino a quando la superficie risulta asciutta al tatto.<br />
5) Trasferisci la spalla nell’affumicatoio e affumicala per 3-4 giorni, utilizzando un fumo delicato. Questa fase è fondamentale per dare al prodotto il suo aroma caratteristico senza coprire il sapore della carne.<br />
6) Una volta terminata l’affumicatura, cuoci la spalla a vapore per un tempo compreso tra 1 ora e 1 ora e mezza, regolando la durata in base alla pezzatura. La carne deve risultare tenera e ben cotta.<br />
7) Dopo la cottura, lascia raffreddare completamente la spalla. Se necessario, confezionala sottovuoto e conservala in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.<br />
Dopo averla servita, accompagnatela con buon bicchiere di Merlot DOC Friuli: un abbinamento perfetto per valorizzare al meglio questo prodotto tipico!</p>
</div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Alpi Giulie</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/alpi-giulie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Alpi Giulie offrono un paesaggio straordinariamente vario con cime rocciose, vallate verdi, corsi d’acqua limpidi e piccoli borghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente.</p>
<p>The post <a href="https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/alpi-giulie/">Alpi Giulie</a> appeared first on <a href="https://www.docfriuli.eu">Consorzio DOC Friuli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6>Più che un vino&#8230; Natura</h6>
<h1>Alpi Giulie</h1>
<p>Le Alpi Giulie rappresentano una delle aree montuose più affascinanti dell’Italia nord-orientale. Situate tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, fanno parte delle Alpi sud-orientali e offrono un paesaggio straordinariamente vario con cime rocciose, vallate verdi, corsi d’acqua limpidi e piccoli borghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente.<br />
Il gruppo montuoso comprende alcune delle vette più note della nostra Regione, come il Monte Canin (2.587 m) e il Jôf di Montasio (2.754 m), famose tra escursionisti e alpinisti.<br />
La zona delle Alpi Giulie si distingue per la sua varietà geologica e naturalistica: sono infatti presenti al suo interno doline, grotte e pareti calcaree che testimoniano la natura carsica del territorio. Per quanto riguarda la flora, in quest’area possiamo trovare boschi di faggi, abeti e larici che custodiscono una ricchissima biodiversità.<br />
La parte italiana delle Alpi Giulie è tutelata dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie, un’area protetta istituita nel 1996 che si estende per oltre 10.000 ettari.<br />
Tra i luoghi più suggestivi della zona si trovano Tarvisio e Sella Nevea. </p>
<p>Tarvisio è uno dei principali centri montani e sciistici del Friuli Venezia Giulia, circondato da ampie vallate e dalla vasta Foresta di Tarvisio, la più grande foresta demaniale d’Italia. Grazie alla sua posizione di confine, è un crocevia di culture, visibili nelle tradizioni, nella lingua e nella cucina del luogo. È anche un importante luogo di pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Lussari e un punto di partenza ideale per visitare i laghi di Fusine e l’Altopiano del Montasio.<br />
Sella Nevea, situata ai piedi del massiccio del Canin, è una rinomata località turistica sia invernale che estiva, che dispone di numerose piste da sci e moderni impianti di risalita che offrono spettacolari panorami alpini.<br />
In queste aree si respira ancora un’atmosfera genuina, dove è possibile degustare un ottimo bicchiere di DOC Friuli immersi nella natura!</p>
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		<title>Castello di Villalta</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/storia/castello-di-villalta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 16:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Castello di Villalta, collocato in posizione dominante sulla pianura friulana, è il maniero medievale più importante del Friuli Venezia Giulia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6>Più che un vino&#8230; Storia</h6>
<h1>Castello di Villalta</h1>
<p>Il Castello di Villalta, collocato in posizione dominante sulla pianura friulana, è il maniero medievale più importante del Friuli Venezia Giulia. La sua storia è intrisa di vicende di potere e conflitti: più volte assediato, distrutto e riedificato tra il 1200 e il 1400, il Castello ha visto nel 1500 l’ampliamento della sua struttura monumentale, fino ad assumere l’aspetto imponente che ancora oggi affascina visitatori e studiosi.</p>
<p>La sua architettura è quella tipica dei castelli medievali: sono presenti la doppia cinta muraria, i camminamenti di ronda, il ponte levatoio e le torri di difesa tipiche delle costruzioni militari, nonché pittoreschi cortili interni di stampo romantico. Proprietà dei Signori di Villalta, ramo dell’antichissima stirpe dei Caporiacco, il Castello è stato da sempre legato a una delle famiglie più illustri della del Friuli.</p>
<p>Oggi il Castello di Villalta è residenza privata dei Conti Gelmi di Caporiacco, che hanno reso alcune aree disponibili per eventi privati. La zona congressuale offre spazi funzionali per meeting e incontri professionali, mentre la parte nobile del Castello conserva intatti affreschi seicenteschi e ambienti elegantemente arredati. Tra le sale più importanti spiccano il Salone dei Patriarchi, le Sale Imperiali e la Sala degli Alberi Genealogici, testimonianze di una storia ultracentenaria.</p>
<p>Il Castello di Villalta non è solo un monumento, ma un viaggio nella storia friulana, un’esperienza tra arte, architettura e natura, dove passato e presente si incontrano tra eleganza, romanticismo e prestigio.</p>
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		<title>Trota affumicata di San Daniele</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/trota-affumicata-di-san-daniele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 14:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo presentarvi la ricetta “trota affumicata di San Daniele al forno con limone, pepe ed erbe aromatiche”.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-5"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1>Trota affumicata di San Daniele</h1>
<p>La trota è da sempre uno dei pesci più rappresentativi della cucina del Friuli Venezia Giulia. In particolare, la trota affumicata di San Daniele si distingue per la sua lavorazione artigianale e il sapore delicato, risultato di una tradizione che unisce l’antica arte dell’affumicatura alla qualità delle materie prime.</p>
<p>Oggi vogliamo presentarvi la ricetta “trota affumicata di San Daniele al forno con limone, pepe ed erbe aromatiche” che valorizza questo prodotto tipico, grazie ad una preparazione molto semplice, per un piatto perfetto per un pranzo o una cena all’insegna del sapore autentico del Friuli!</p>
<p><strong>Ingredienti (per 2 persone):</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>2 filetti di trota affumicata di San Daniele</li>
<li>1 limone non trattato (succo e scorza)</li>
<li>pepe nero macinato fresco q.b.</li>
<li>1 rametto di rosmarino</li>
<li>1 rametto di timo</li>
<li>prezzemolo fresco</li>
<li>2 cucchiai di olio extravergine d’oliva</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<p>1) Preriscaldare il forno a 180°C in modalità statica.</p>
<p>2) Disporre i filetti di trota affumicata, già puliti, su una teglia rivestita di carta forno. Condire con un filo d’olio extravergine d’oliva e con il succo di mezzo limone.</p>
<p>3) Cospargere con pepe nero macinato fresco, qualche ago di rosmarino, foglie di timo e prezzemolo tritato finemente. Aggiungere anche un po’ di scorza grattugiata di limone per un tocco agrumato più intenso.</p>
<p>4) Infornare per circa 10-12 minuti, giusto il tempo che il pesce si scaldi bene e le erbe sprigionino il loro profumo. Attenzione a non cuocere troppo, essendo la trota già affumicata: l’obiettivo è esaltare i sapori, non asciugare il pesce.</p>
<p>5) Servire i filetti ben caldi, con una spruzzata finale di limone fresco e una macinata di pepe. Si può accompagnare il piatto con delle patate lesse o una fresca insalata di stagione.</p>
<p>Il piatto è pronto: servitelo con un buon calice di Malvasia DOC Friuli per esaltare il sapore del pesce!</p>
<p><strong>Buon appetito!</strong></p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Il fiume Tagliamento</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/il-fiume-tagliamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 11:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tagliamento è molto più di un corso d’acqua: è un elemento vivo che ha modellato il paesaggio e la storia del Friuli Venezia Giulia. Considerato l’ultimo fiume selvaggio d’Europa, rappresenta un ecosistema unico e prezioso, un vero e proprio laboratorio naturale per scienziati e studiosi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><h6>Più che un vino&#8230; Natura</h6>
<h1>Il fiume Tagliamento</h1>
<p>Il Tagliamento è molto più di un corso d’acqua: è un elemento vivo che ha modellato il paesaggio e la storia del Friuli Venezia Giulia. Considerato l’ultimo fiume selvaggio d’Europa, rappresenta un ecosistema unico e prezioso, un vero e proprio laboratorio naturale per scienziati e studiosi.</p>
<p>Il fiume nasce a 1.195 metri di altitudine, nei pressi del Passo della Mauria sulle Dolomiti bellunesi, e dopo pochi chilometri entra in Friuli Venezia Giulia dove percorre 170 km attraversando ambienti molto diversi tra loro. Dalle gole montane, in cui scorre impetuoso, si apre in un ampio fondovalle alluvionale dove deposita ghiaie e ciottoli nei Magredi dell’alta pianura. Nella bassa pianura, scompare quasi del tutto nel terreno per poi riaffiorare verso la foce e contribuire all’equilibrio della laguna prima di sfociare tra Lignano Sabbiadoro e Bibione.</p>
<p>Questa straordinaria varietà di ambienti ha permesso al Tagliamento di mantenere una ricca biodiversità. Le sue acque ospitano specie di pesci come la trota marmorata e il temolo, mentre lungo le sue rive trovano rifugio animali rari come il gheppio, la volpe e la rana di Lataste.</p>
<p>Oltre a essere un gioiello ecologico, il Tagliamento ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del Friuli Venezia Giulia. Nei secoli ha segnato confini, favorito la nascita di borghi fortificati, influenzato il commercio e l’agricoltura ed è stato testimone di battaglie e guerre.</p>
<p>Oggi il fiume è una destinazione perfetta per gli amanti della natura e dello sport. Le sue acque sono ideali per il rafting e la canoa, mentre i sentieri che lo costeggiano attirano escursionisti e cicloturisti. Dall’alto il Tagliamento offre uno spettacolo mozzafiato e chi lo sorvola in deltaplano può ammirarne l’incredibile disegno naturale.</p>
<p>Il Tagliamento è unico: il suo stato ancora selvaggio lo rende un vero tesoro naturale, ma anche un ecosistema fragile da preservare. Proteggerlo significa garantire che continui a scorrere libero, mantenendo intatto il suo ruolo di custode del paesaggio e della memoria del Friuli Venezia Giulia.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Risotto allo “SCLOPIT”</title>
		<link>https://www.docfriuli.eu/piu-che-un-vino/risotto-allo-sclopit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[docfriuli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 10:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Più che un vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo “Sclopit”, nome friulano della Silene vulgaris (nota anche come strigoli, carletti o bubbolini), è un’erba spontanea della famiglia delle Caryophyllaceae, amata nella tradizione contadina per il suo sapore delicato e primaverile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1331.2px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><h6>Più che un vino&#8230; Gastronomia</h6>
<h1>RISOTTO ALLO “SCLOPIT”</h1>
<p style="font-weight: 400;">Lo “Sclopit”, nome friulano della <em>Silene vulgaris </em>(nota anche come <strong>strigoli</strong><strong>, carletti</strong> o <strong>bubbolini</strong>), è un’erba spontanea della famiglia delle Caryophyllaceae, amata nella tradizione contadina per il suo sapore delicato e primaverile. Cresce nei prati incolti, ai margini dei campi e lungo i sentieri, ed è facilmente riconoscibile per il suo <strong>calice rigonfio</strong> che ricorda il ventre di Sileno, compagno del dio Bacco, da cui prende il nome.</p>
<p style="font-weight: 400;">I suoi giovani germogli sono raccolti prima della fioritura e usati in cucina per piatti genuini come frittate, minestre, gnocchi e, naturalmente, <strong>risotti</strong><strong>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i piatti più rappresentativi, il <strong>risotto allo “Sclopit”</strong> è una ricetta semplice ma capace di racchiudere tutti i profumi della primavera friulana.</p>
<h3><strong>Ingredienti per 2 persone</strong></h3>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">50/80 g di “Sclopit” (germogli di Silene)</li>
<li style="font-weight: 400;">160 g di riso Carnaroli o Vialone Nano</li>
<li style="font-weight: 400;">½ cipolla piccola</li>
<li style="font-weight: 400;">1 spicchio d’aglio</li>
<li style="font-weight: 400;">65 ml di vino bianco secco</li>
<li style="font-weight: 400;">1 l di brodo vegetale (anche preparato con dado)</li>
<li style="font-weight: 400;">2 cucchiai di Parmigiano Reggiano DOP o Montasio DOP stravecchio (grattugiato o in scaglie)</li>
<li style="font-weight: 400;">2 cucchiai di burro</li>
<li style="font-weight: 400;">olio extra vergine d’oliva</li>
<li style="font-weight: 400;">sale e pepe q.b.</li>
<li style="font-weight: 400;">qualche goccia di aceto balsamico (facoltativo)</li>
</ul>
<h3><strong>Preparazione</strong></h3>
<ol>
<li style="font-weight: 400;">Pulisci lo “Sclopit” lavandolo bene sotto acqua corrente, sbollentalo in acqua salata per 2 minuti, poi raffreddalo in acqua fredda. Scolalo, strizzalo e tritalo grossolanamente.</li>
<li style="font-weight: 400;">In una padella fai sciogliere il burro con un filo d’olio e l’aglio. Aggiungi la cipolla tritata finemente e lascia stufare a fuoco dolce.</li>
<li style="font-weight: 400;">Unisci lo “Sclopit” al soffritto e fallo insaporire per qualche minuto. Togli l’aglio e metti da parte.</li>
<li style="font-weight: 400;">In un’altra casseruola scalda un cucchiaio d’olio, aggiungi il riso e tostalo per 2 o 3 minuti. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare.</li>
<li style="font-weight: 400;">Cuoci il risotto aggiungendo poco alla volta il brodo caldo, mescolando di tanto in tanto. Dopo circa 10 minuti, unisci lo “Sclopit” e continua a cuocere fino a che il riso sarà al dente (in tutto 15 &#8211; 18 minuti).</li>
<li style="font-weight: 400;">A fuoco spento aggiungi una noce di burro e il formaggio. Mescola energicamente e lascia riposare coperto per un minuto.</li>
<li style="font-weight: 400;">Impiatta il risotto caldo, aggiungi un filo d’olio EVO a crudo, una macinata di pepe nero e, per chi ama un tocco agrodolce, qualche goccia di aceto balsamico.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Il risotto allo “Sclopit” è un inno alla cucina friulana: semplice, sincero e profondamente legato alla stagionalità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gustalo caldo, in buona compagnia, accompagnato da un <strong>calice di Friulano DOC</strong> Friuli per esaltare al meglio i sentori erbacei del piatto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Buon appetito!</strong></p>
</div></div></div></div></div>
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